Esplorando la casa della musica e la sua innovazione – la nostra intervista ad Emiliano Toso

Esplorando la casa della musica e la sua innovazione

Il 29 marzo è la giornata mondiale del pianoforte. Per molti, il pianoforte rappresenta una finestra attraverso la quale esprimersi nel mondo della musica.

Ma per Emiliano Toso, biologo e compositore di musica in 432hz, il pianoforte è molto di più. “Non è mai stato uno strumento che mi ha attirato per ragioni particolari per il suono o per la
forma”, ammette Emiliano. “Lo trovavo serio e pesante… ma poi ho scoperto che con il pianoforte e due mani posso trasferire, rendere udibili le melodie che mi arrivano e posso accompagnarle con degli accordi, portando su questa terra qualcosa che sento in modo impercettibile rendendolo udibile nel modo più naturale possibile.”

La musica è uno strumento di condivisione, come hai scelto di interpretare questo concetto sul tuo sito web?

La musica per me è uno strumento di condivisione quasi fuori dal tempo. Negli ultimi cento anni, l’abbiamo vista come un mezzo per unire le persone attraverso inni nazionali, canzoni da stadio
e grandi concerti. Tuttavia, l’idea di condivisione è stata in parte persa, sostituita da una mentalità competitiva. Anche in piccole orchestre o gruppi musicali, c’è spesso una tendenza alla competizione anziché alla collaborazione. Siamo immersi in un’energia maschile e competitiva che ha trasformato la musica in un’opportunità per il successo personale e l’auto-esibizione. Questo approccio mi ha sempre attirato, ma mi ha anche fatto sentire escluso, poiché ho percepito una separazione tra musicisti e pubblico, con quest’ultimo che sembra essere chiamato a giudicare. La musica, per me, è condivisione. Questo è il motivo per cui la promuovo sul web e in pubblico, permettendo a tutti di partecipare attivamente tramite commenti e idee durante i miei concerti, che non seguono una scaletta fissa, ma si adattano all’interazione con il pubblico.

Spesso mi trovo di fronte a un pubblico variegato, che include ostetriche, neonati, anziani e residenti in case di riposo, rendendo impossibile prevedere con precisione cosa suonerò in un determinato contesto.

Cosa rappresenta per te l’opportunità di far arrivare la tua musica e i suoi benefici, praticamente in ogni parte del mondo?

La possibilità di diffondere la mia musica in tutto il mondo è un’opportunità straordinaria. Con un solo clic, posso condividere un brano e raggiungere migliaia di persone istantaneamente.
Questo è un vero miracolo della tecnologia moderna, che mi permette di condividere la mia musica senza barriere linguistiche, poiché non contiene testi, facilitando così la condivisione immediata. Quando ho composto un brano per Ezio Bossio, per esempio, ho potuto pubblicarlo su Spotify e altre piattaforme digitali appena un giorno dopo, permettendo al mondo intero
di condividere il mio tributo a lui dopo la sua scomparsa. Questa possibilità mi emoziona profondamente, così come il pensiero che ogni volta che registro una nuova composizione, il mio tocco
e la mia intenzione possano raggiungere e beneficiare molte persone in tutto il mondo.

Da dove nasce l’esigenza di creare la Casa della Musica?

La Casa della Musica è nata dalla necessità di avere uno spazio fisico dedicato alla mia arte durante il periodo di lockdown. Dopo sei anni passati a suonare in giro per il mondo, dove le persone si stendevano sotto il mio pianoforte per toccare la musica con le proprie mani, ho sentito il bisogno di creare un luogo dove poter continuare a connettermi con il pubblico anche a distanza, tramite
internet. Ho voluto assicurarmi di avere un ambiente confortevole e completamente attrezzato per la mia attività artistica ed espressiva.

In seguito, ho sviluppato ulteriormente l’idea, rendendola non solo uno spazio personale, ma anche una piattaforma di condivisione ad alta qualità via internet, che offre non solo musica, ma
anche altre esperienze come laboratori, teatro e contenuti speciali.

Quanto è importante fare in modo che la musica venga ascoltata nel modo giusto, nella sua forma più pura?

La forma più pura di ascolto della musica è dal vivo, con strumenti acustici, poiché offre una connessione più diretta e completa con il pubblico. Tuttavia, poiché non è sempre possibile godere di questa esperienza, è importante garantire che la musica venga ascoltata nella sua forma più pura possibile, ad esempio tramite CD o vinile, che offrono una qualità audio superiore rispetto alle piattaforme di streaming come YouTube o Spotify.

Questo assicura che si possano apprezzare tutte le frequenze e le sfumature del suono nel modo in cui l’artista ha inteso.

Uno strumento anche per condividere consapevolezza, quanto è importante fare in modo che tutta questa conoscenza venga condivisa?

La condivisione del la conoscenza è fondamentale nel campo della musica e non ho mai sentito la necessità di forzarla. La mia musica si diffonde naturalmente attraverso il passaparola e il potere della condivisione. Negli ultimi dieci anni ho tenuto più di 500 concerti e spesso sono stati gli stessi spettatori a chiedermi di suonare in altre città o paesi. Questo dimostra quanto la musica si diffonda e si apprezzi spontaneamente quando viene condivisa sinceramente e autenticamente.

Tutto nasce dalla musica,  cosa significa per te poterla raccontare in questo modo nuovo?

La musica è la mia fonte primaria di ispirazione e il modo in cui riesco a raccontare storie e condividere idee con il mondo. Questa opportunità di raccontare la mia visione del mondo e della biologia attraverso la musica è un privilegio che apprezzo profondamente. Mi permette di aprire le porte di casa mia e farvi entrare nel mio mondo interiore in modo più completo e autentico rispetto alle esibizioni dal vivo.

In un contesto sempre più olistico in cui il benessere diventa  sempre più importante, quanto è importante per te continuare questa collaborazione con Relisír?

La collaborazione con Relisìr è una parte fondamentale della mia storia artistica e personale. Fin dagli inizi di Traslational, ho ricevuto il sostegno e il rispetto di chi ha creduto in me e nei miei progetti, anche quando erano ancora agli inizi e poco conosciuti. È gratificante sapere che ci sono persone come voi che valorizzano la musica e la considerano un elemento indispensabile per il benessere e la consapevolezza.

Ma soprattutto è bellissima questa “rivoluzione” che stai portando, sapere che persone come te nel loro lavoro, abbiano deciso di rendere la musica un elemento indispensabile… è un onore.
Sapere che la casa della musica, con il suo suono puro risuona quotidianamente tra le mura del tuo salone, per creare bellezza è benessere è un vero onore.

Ogni volta che ci troviamo a collaborare, per me è sempre bello perché le tue idee rivoluzionarie, mi permettono di spostarmi di prospettiva e questo mi rende felice.

PROPRIO DA QUI PARTE LA NOSTRA ULTIMA COLLABORAZIONE. Nel mese in cui celebriamo la giornata mondiale del pianoforte abbiamo deciso di regalarti la possiilità di ascoltare la musica nella modalità più pura… NELLA CASA DELLA MUSICA.

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