Immunologia nei mesi invernali.

L’equilibrio del pH nel sangue rappresenta uno degli equilibri biochimici più importanti dell’organismo umano. PH è acronimo di potenziale idrogeno: esprime il grado di concentrazione degli ioni idrogeno presenti in una sostanza o soluzione. È misurato in base ad una scala logaritmica e può assumere valori compresi fra 0 e 14. Valori alti indicano una maggiore alcalinità, mentre valori bassi sono indice di acidità.

Il valore del pH è un indicatore importante dello stato di salute del corpo umano, dal momento che misura la rapidità delle reazioni biochimiche al suo interno (velocità di reazione e del flusso elettrico).

L’alimentazione incide in misura determinante sul valore del pH e di conseguenza sulle funzioni metaboliche dell’organismo che sono costituite dal sistema elettrico: attività intra-cellulare ed enzimatica, minerali, vitamine.

Le sostanze alimentari entrano direttamente nell’apparato digerente, che svolge un ruolo fondamentale per il nostro benessere fisico, pertanto la buona funzionalità digestiva è strettamente legata all’alimentazione: il valore del pH dipende proprio da quali alimenti e cibi ingeriamo. Vedremo modo più avanti di approfondirlo.

Equilibrio acido-base del nostro corpo.

La condizione funzionale del nostro corpo è quella di essere in uno stato alcalino. Questo può essere raggiunto mangiando, bevendo, ma soprattutto pensando di fare scelte salutari più consapevoli.

Il nostro corpo, nel sistema a network così come abbiamo finora osservato, ha bisogno di mantenere un pH alcalino che sia compreso tra il il 6,5 e il 7,4. Quando avviene un superamento di soglia verso l’alto o verso il basso, il nostro fisico preleva le sostanze riequilibratrici dai muscoli e dalle ossa, che a loro volta si impoveriscono, dando origine a patologie più o meno importanti.

Il corpo ricava le sostanze alcaline attraverso tutti gli alimenti che assumiamo, sia quelli qui liquidi sia quelli solidi. Considerando che siamo fatti di di acqua alcalina (pH 7,3-7,4), quella che beviamo rappresenta il primo essenziale elemento con cui possiamo neutralizzare l’acidità di altre sostanze presenti nei nostri tessuti. La masticazione è il secondo elemento che permette al corpo di ricavare sostanze alcaline: attraverso la rottura delle sostanze inizia un processo di estrazione di energia da trasportare alle cellule.

Lo stato di intossicazione acida segue tre fasi progressive.

  • In una prima fase, le basi libere nell’organismo sono utilizzate per l’immediata compensazione degli acidi; nel caso di un’intossicazione acida persistente, l’organismo cala questa proprietà delle basi nel sangue.
  • In una seconda fase, si verifica lo spostamento del quoziente di potassio-idrogeno.
  • Nella terza fase, gli acidi in eccesso sono depositati a livello del tessuto connettivo e della cartilagine.

Se l’organismo non è poi in grado di eliminarli, i depositi temporanei si trasformano in permanenti. Successivamente i meccanismi di regolazione ricorrono alle riserve fisiologiche, sottraendo anche i sali minerali localizzati nel tessuto osseo, nel tessuto cartilagineo e nei denti. È così che si verifica la demineralizzazione per iper-acidificazione. Infatti il rene, sistema tampone e regolatore del sistema acido-base del nostro organismo (sangue, liquidi extracellulari e intracellulari), utilizza il calcio circolante (turnover del calcio delle ossa) per de-acidificare i liquidi circolanti.

Acidosi latente.

L’organismo entra in stato di acidosi latente quando le riserve di compensazione basiche nel sangue sono già state parzialmente consumate, ma non si è ancora verificata una variazione di pH. Questo processo, e soprattutto la demineralizzazione ad essa associata, non produce, tuttavia, lo stesso grado patogeno di un’acidosi manifesta.

In molti pazienti con malattie croniche è stato possibile misurare un massiccio calo delle riserve basiche di compensazione, osservandone le relative manifestazioni: deficit di concentrazione, stanchezza cronica, nevralgie frequenti, congiuntivite cronica, allergie, carie, fragilità dei capelli e delle unghie, pirosi (bruciore retrosternale), affezioni muscolari e articolari, reumatismi.

In tutti i casi l’approccio terapeutico fondamentale diventa quello di attuare un intervento de-acidificazione.

Patologie da compromesso equilibrio acido base.

Rientrano fra le patologie da compromesso equilibrio acido-base alcune manifestazioni che hanno come causa comune un’alterazione del pH ematico ed intestinale: stanchezza, iperidrosi, sudorazione acida, ipertensione e tachicardia, ipossia, arteriosclerosi, iperacidità gastrica, difficoltà digestiva, colite, artrite, reumatismi, miogelosi, osteoporosi, eczemi, dermatiti, stati infettivi, infiammazioni ed allergie recidivanti, forte indebolimento delle difese immunitarie.

Di solito, tale condizione viene generata da assunzione frequente di acidogeni, stress, eccessivo affaticamento, diete drastiche, abuso di farmaci. Sono questi i responsabili delle modificazioni del delicato equilibrio omeostatico acido-base che è all’origine di manifestazioni patologiche molto comuni.

Soluzioni naturali per la de-acidificazione.

  • Cambiamenti dellalimentazione: più basica e neutrale, al posto di quella acida;
  • Cambiamenti delle abitudini alimentari, intese come gesti ed atteggiamenti consapevoli: masticare con cura, sedersi durante i pasti e non farsi prendere dalla fretta, evitare cibi troppo grassi e non consumarli troppo tardi la sera;
  • Diminuire lo stress;
  • Provvedere a una sufficiente attività fisica.

Apporto di integratori alimentari alcalinizzanti.

Nella maggior parte dei pazienti non è sufficiente cambiare l’alimentazione. È quindi decisiva l’assunzione delle sostanze alcalinizzanti contenute negli integratori alimentari. Per raggiungere questo scopo terapeutico, i sali alcalinizzanti vengono dosati in una formula complessa che unisce sodio, potassio, calcio, magnesio e zinco.

In generale, con questo tipo di integratori alimentari risultano attenuati molti disturbi quotidiani, quali ad esempio gastriti, dolori articolari, contrazioni muscolari, tachicardia, astenia e prurito. Essi influiscono anche sulla fluidità del sangue, condizione essenziale per prevenire infarti, ictus e patologie cardiovascolari.


Scrittore: ANGELO MARIA DI FEDE, Medico Chirurgo, immunologo e allergologo, pratica la sua libera professione combinando medicine integrate e di prevenzione.

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