Regolazione chimica del corpo: sistema acidi-basi

Regolazione chimica del corpo: sistema acidi-basi

Nell’edizione Relisir Magazine Inverno abbiamo approfondito nel dettaglio l’influsso dell’equilibrio acido-base sulla nostra anatomia e i comportamenti quotidiani di:

-Il pH del sangue,

-il pH dell’urina,

-il cuore e gli acidi,

-il colesterolo e gli acidi,

-le emorroidi e gli acidi,

-i denti e gli acidi.

Ora approfondiamo nel dettaglio i seguenti:

Capelli, cuoio capelluto e acidi – Il cuoio capelluto, con le sue sostanze minerali e oligoelementi, è la squadra di pronto intervento della neutralizzazione degli acidi. Questo deposito viene consumato continuamente oppure in maniera improvvisa. Acidi e veleni ininterrottamente si muovono verso il cuoio capelluto per essere neutralizzati, ma l’organismo è perfetto ed elimina quante più tossine possibili prima che raggiungano la testa: ecco perché gli uomini sudano nel collo, nella nuca, nel viso e sulla fronte.

Soprattutto l’acido lattico (eccessivo sforzo fisico) determina una precoce perdita di capelli, ma non solo: anche l’acido tannico e muriatico (caffè), l’acido urico (proteine animali) e l’acido acetico (dolci, cereali e zuccheri raffinati), acido solforico (carne di suino), acido carbonico (bevande gassate e scarsa respirazione), acido dei farmaci, ecc. Il cuoio capelluto è di regola il primo organo investito dalla perdita di sostanze minerali. In seguito alla neutralizzazione degli acidi si formano sali: urato di calcio, solfato di calcio, lattato di magnesio, che devono essere espulsi dal corpo. Il grosso guaio è che una volta che le sostanze minerali sono state consumate per neutralizzare gli acidi, esse non sono più a disposizione per alimentare i capelli: la conseguenza è la loro caduta!

Il tessuto connettivo e gli acidi – Il padre della teoria degli acidi e basi, il prof. Friedrich Sander, parla di maree di acidi e di basi. Questi flussi sono costantemente all’opera tramite il sangue tra il tessuto connettivo e i reni. Il tessuto connettivo, la matrice che struttura tutto il corpo, rimane efficiente e sano solo se, a intervalli, viene riempito e svuotato da acidi e basi. Il pH medio del tessuto connettivo si trova tra 7,1 e 7,25: se questa alternanza ritmica viene a mancare, il tessuto viene danneggiato o si blocca. In questo caso il tessuto connettivo non può fornire ossigeno e sostanze nutritive in quantità sufficiente  alle cellule e agli organi attraverso il sangue. In tutte le malattie croniche si nota un danno dei processi di scorrimento tra i reni e il tessuto connettivo attraverso il sangue. Nel caso in cui le ultime riserve di minerali siano esaurite la natura cerca di relegare gli acidi in eccesso nei settori meno importanti per la circolazione sanguigna, negli strati più profondi dei tessuti connettivi e adiposi. Alla prima occasione utile l’organismo cercherà di bruciare questi rifiuti con una bella febbre terapeutica… che giustamente noi spegneremo con tachipirina e altre porcherie chimiche. Un’intensa attività muscolare produce molto acido lattico (le cellule muscolari dell’atleta arrivano a pH 4,5 – 5,5), e se questo non venisse assorbito dalla fibre colloidali del tessuto connettivo il pH del sangue scenderebbe al di sotto del 7 e subentrerebbe la morte. L’acido lattico deve essere neutralizzato con le sostanze minerali: ecco perché è importante assumerle a sufficienza prima dell’attività sportiva.

Menopausa, mestruazioni e acidi – Dopo la menopausa, quando cessano le mestruazioni che purificavano l’organismo e il sangue, la donna è in piena emergenza acida. Le “vampate” notturne sono una febbre artificiale messa in atto dalla sapienza perfetta del corpo per purificare l’organismo dalle tossine e dagli acidi.

La santa tedesca Ildegarda di Bingen già nel 1150 insegnava che “durante gli anni fertili la donna espelle una volta al mese i suoi succhi maligni”. L’espulsione mensile degli acidi spiega perché la donna vive in media 10 anni più dell’uomo. Nell’uomo, a causa della mancanza del ciclo, ogni milligrammo di acido, tossina e veleno deve essere metabolizzato ricorrendo alla neutralizzazione. Nella donna, durante il periodo fertile, quello che non fuoriesce dal corpo con le mestruazioni viene parcheggiato in tre zone ben precise: sangue e linfa; placenta; fianchi, sedere e cosce (vedi cellulite). Il livello di acidità sale giorno dopo giorno fino alla mestruazione, dove il pH può raggiungere valore di 7,25. Prima di questo giorno i liquidi sono così pieni di acidi da far insorgere brufoli, depressione, irritabilità, sensibilità psichica, dolori di testa, emicranie, edemi e anche cellulite. Spesso in questo periodo le donne si lamentano di addomi e caviglie gonfie ed è così perché i liquidi vengono trattenuti per diluire gli acidi. Una volta espulsi con il sangue, l’acidità diminuisce e spariscono i sintomi della cosiddetta “sindrome premestruale”. Solo dopo la menopausa la donna si trova nella stessa situazione dell’uomo e finisce spesso in situazioni di difficoltà perché non è abituata alla metabolizzazione “maschile” degli acidi come invece l’uomo: possono allora insorgere problemi come osteoporosi e reumatismi.

Le emorroidi e gli acidi – Le emorroidi sono una valvola di emergenza per lo scarico di tossine e acidi che il fegato non riesce a lavorare e detossificare. Si è in presenza quindi di un ingolfamento della vena porta. Le emorroidi sono le “mestruazioni dell’uomo” e non andrebbero mai bruciate, congelate, legate o operate. La donna in gravidanza che si alimenta male soffre spesso di emorroidi dopo il parto. Il motivo è sempre lo stesso: l’organismo trattiene per nove mesi tutti i veleni e le tossine che non possono essere né parcheggiati nella placenta (perché c’è il feto), né scaricati tramite le mestruazioni. Questo affollamento di acidi si scarica tramite la vena emorroidale non appena il bambino viene al mondo o poco prima del primo flusso mestruale. Estremamente e velocemente efficaci nelle emorroidi si sono rivelati i bagni basici.

Una via d’uscita c’è? Nel quarto e ultimo capitolo apprenderemo come evitare gli sbilanciamenti che stressano i meccanismi omeostatici del nostro fisico.


Scrittore: Dott. Di Fede.

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