Attenti al sole anche durante l’inverno!

Come evidenziato nei precedenti numeri, la sorgente più importante di radiazione UV è il sole. Le radiazioni emesse possono incidere a livello delle strutture oculari non solo direttamente, ma anche per effetto della loro riflessione su superfici che le potenziano, come neve, acqua, sabbia.

La dose di raggi UV che possiamo ricevere è molto variabile e dipende da diversi fattori tra cui altezza del sole, latitudine e altitudine: più alto è il sole nel cielo, più ci si avvicina alle zone equatoriali, più si sale in alta quota, maggiori saranno i livelli di radiazione UV e il loro conseguente assorbimento.

Non provocano alcuno stimolo sensoriale, non si vedono e non si avvertono, ed è anche per questo che sono così pericolose.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha identificato quattro malattie strettamente legate all’esposizione a radiazioni ultraviolette che possono interessare l’occhio:

  • Cataratta corticale.
  • Degenerazione maculare.
  • Pterigio (e pinguecola).
  • Cheratocongiuntivite attinica.

Quest’ultima, conosciuta anche come Cecità da riflesso della neve, costituisce un chiaro esempio di risposta acuta alla radiazione UV.

La neve riflette fino al 90% degli UV e questa esposizione, in assenza di adeguata protezione, produce una rapida ustione del piano corneo-congiuntivale con arrossamento della congiuntiva e sofferenza dell’epitelio, lo strato più superficiale della cornea.

La condizione è caratterizzata da forte dolore, lacrimazione, fotofobia e blefarospasmo. Se non trascurata, si risolve in pochi giorni con adeguato trattamento locale; diversamente può portare a problemi visivi acuti.

È quindi fondamentale che la protezione nei confronti delle radiazioni UV risulti efficace e venga utilizzata costantemente in tutte le condizioni di esposizione.

Le radiazioni solari possono condurre inoltre a fenomeni di abbagliamento, situazione assai comune che provoca manifestazioni soggettive di fastidio, dolore e altri disturbi visivi come riduzione dell’acuità visiva e alterazione del campo visivo.

L’efficacia della protezione è prevalentemente affidata alle caratteristiche della lente e dipende dalla distanza dal viso, oltre che dalla dimensione della lente stessa.

Quella che più soddisfa l’esigenza di schermare la luce UV è il filtro polarizzato: esso presenta una struttura a micro rete verticale che elimina i raggi di luce oscillanti orizzontali, principali responsabili dell’abbagliamento.

Sono lenti estremamente efficaci nell’eliminare i riflessi di superfici quali acqua, asfalto bagnato, neve; eliminano il bagliore e migliorano il contrasto, il colore e la percezione della profondità; sono ideali per la guida e le attività sportive all’aria aperta, sia sulla neve che sull’acqua.


Lo scrittore: MARCO BALLARINI, Optometrista

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