“Bere” in inverno

"Bere" in inverno

L’estate è finita, e con essa la consueta abitudine estiva di idratarci a sufficienza! Numerosi studi scientifici hanno dimostrato che in estate beviamo non solo di più, ma anche con la giusta frequenza. E sapete perché? Certamente, a causa delle temperature più elevate e della maggiore sudorazione, ma il motivo principale sembra essere legato al fatto che in estate siamo inclini a portare l’acqua con noi. In altre parole, è comune uscire di casa con una bottiglia d’acqua, il che ci porta a bere più spesso, a sorsi piccoli e soprattutto senza aspettare di avere sete.

I risultati degli studi sono evidenti: coloro che portano l’acqua con sé bevono mediamente il 60% in più rispetto agli altri. Dovremmo riflettere su questi dati, che indicano come l’educazione a bere correttamente, a piccoli sorsi frequenti, conduca al risultato indiretto e altrettanto importante di bere molta più acqua nell’arco della giornata, in modo naturale e senza sforzo.

La lezione estiva dovrebbe diventare una pratica quotidiana durante tutto l’anno. Se vogliamo idratarci a sufficienza, la prima sana abitudine è avere l’acqua con noi per tutta la giornata, anche in autunno, inverno e primavera. In questo modo, diventa più semplice controllare la quantità di acqua assunta durante il giorno, e anche in inverno quei cruciali 2 litri, che sembravano quasi impossibili da raggiungere, diventano non solo realizzabili ma facilmente superabili, con grandi benefici a breve e lungo termine.

A breve termine, l’aumento dell’assunzione di liquidi giornaliera porta a benefici immediati come una migliore regolarità intestinale, più energia residua a fine giornata, la scomparsa delle emicranie serali da stress, la pelle più luminosa e idratata, e una regolarità del sonno notturno.

A lungo termine, l’acqua porta a numerosi benefici come la prevenzione della calcolosi renale, dei problemi articolari, il miglioramento della lubrificazione, l’apporto di nutrienti ai tessuti e l’eliminazione delle tossine. L’acqua da bere deve essere naturale e non gassata, poiché l’acqua con anidride carbonica può indurre gonfiore e contribuire ad acidificare l’organismo.

Un consiglio importante è educare noi stessi e i nostri figli a non bere bevande zuccherate e/o gassate, che idratano meno e generano problemi legati all’elevato contenuto di zuccheri raffinati e anidride carbonica, entrambi dannosi per vari motivi e potenti acidificanti dell’organismo.

Infine, idratarsi non significa solo bere, ma anche reintegrare un adeguato quantitativo di sali. È importante non aspettare il segnale della sete per bere, come raccomandato da esperti come il prof. Pier Luigi Rossi dell’Università di Bologna. Questo stimolo dovrebbe incoraggiarci a portare con noi la borraccia d’acqua, sviluppando così l’abitudine di bere prima di sentire la sete.

Rimanete connessi per ulteriori approfondimenti sull’importanza dell’acqua nel prossimo numero del Magazine. Buona lettura in salute!


Scrittore: Paolo Salvioli.

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