Camminare? Si, ma senza smartphone!

Camminare? Si, ma senza smartphone!

Recentemente ho iniziato ad alzarmi presto la mattina per andare a correre o allenarmi. La trovo un’ottima abitudine, soprattutto per contrastare il caldo di questi ultimi mesi. Tendenzialmente esco senza dispositivi che controllino il mio percorso: non mi importa a che velocità stia andando, al momento ciò che conta è potermi muovere e godere le bellezze della natura in estate inoltrata. Per questo osservo ciò che mi circonda, soprattutto le persone: è il mio lavoro osservare la fisiologia della marcia e della postura e, anche durante le mie sessioni di allenamento, scruto come gli altri si muovono nello spazio. Con grande stupore, anche alla mattina alle 6, vedo gente camminare assolutamente assorta nel telefono, assumendo posture del collo e della testa che non hanno nulla a che vedere con la corretta fisiologia, annullando completamente i benefici della camminata.

In America hanno coniato un nome per questi soggetti: li chiamano smombie, dall’unione di smartphone e zombie. Si riconoscono facilmente: camminata lenta, passo incerto, dorso curvo, capo chinato in avanti e ruotato verso la mano che tiene il cellulare. Sono distratti, hanno reazioni di equilibrio molto lente, non esplorano visivamente l’ambiente… insomma, un pericolo!

Camminare ha innumerevoli benefici: partendo dalla semplicità del gesto, che non richiede particolare preparazione atletica, la camminata può aiutarci nel controllo del peso corporeo, diminuendo i livelli di colesterolo, abbassando la pressione sanguigna, tenendo lontano le patologie metaboliche e cardiache; migliora l’umore e scarica da stress e ansie lavorative, trae beneficio la postura e la tolleranza ai carichi lavorativi quotidiani.

Tutto questo viene vanificato dall’utilizzo del telefono. Percependo meno informazioni circa i dintorni, le persone non colgono gli imprevisti che possono capitare durante il percorso, hanno meno equilibrio, una postura del torace più chiusa, quindi si ossigenano meno. Oltre a questo, il problema maggiore si riflette a livello della colonna cervicale, che risente della posizione viziata del cellulare.

Secondo uno studio condotto dal dottor Dr. Kenneth Hansraj, del New York Spine Surgery & Rehabilitation Medicine, il rachide cervicale (così è definita la parte della colonna vertebrale che chiamiamo comunemente collo) è strutturato per sostenere in posizione eretta il peso della testa, ovvero circa 5 kg. Il capo chino in avanti produce invece un lavoro sul collo che può arrivare fino a ben 27 kg. È facile comprendere che, se mantenuta a lungo questa posizione, possono instaurarsi vizi e problematiche. Gli adolescenti sono probabilmente i soggetti più a rischio, in quanto il loro apparato muscolo-scheletrico è ancora in fase di accrescimento e quindi è opportuno che lo sviluppo delle strutture avvenga mantenendo il più possibile la posizione corretta.
Non è ormai più possibile e nemmeno utile negare il cellulare agli adolescenti, ma quello che ogni adulto dovrebbe cercare di fare è incitare i ragazzi al mantenimento di una postura corretta, con le spalle dritte e lo sguardo in avanti. Considerando poi che la forma più efficace di insegnamento è l’esempio, siamo tutti invitati a prestare attenzione a questo importante aspetto del nostro vivere quotidiano.

Tra i problemi che possono insorgere a causa di una postura scorretta del tratto cervicale ci sono quindi dolori al collo e alle spalle, mal di testa, cefalee, possibili compressioni delle strutture nervose con sintomi alle braccia e alle mani, fino alle ernie discali. Accanto alle problematiche strettamente fisiche vanno ricordate le conseguenze che una postura chiusa ha sul piano psico-emozionale: predispone all’introversione e riduce l’ampiezza respiratoria, con conseguente diminuzione di ossigenazione, minore lucidità mentale, maggiore suscettibilità.

Limitare i danni si può, bastano piccoli accorgimenti: prima di tutto, se dobbiamo guardare il telefono durante una camminata, dovremmo fermarci e portare il telefono almeno all’altezza dello sterno e tenerlo a 30 cm dal volto, in modo che già solo con questo piccolo trucco il capo possa raddrizzarsi. Se dobbiamo telefonare, l’utilizzo degli auricolari permette di tenere le mani e le braccia libere, in modo da mantenere sempre i pendolarismi fisiologici degli arti superiori. Altro consiglio è quello di eseguire sempre esercizi di stretching del collo e delle spalle, per mantenere una buona mobilità ed essere sempre presenti a se stessi, in modo da renderci conto quando stiamo assumendo delle posture scorrette e quindi correggerle.


Scrittrice: Gloria Curati

Prenota Ora il personal beauty check

Ti è piaciuto il post? Condividi!