Cura e guarigione: significato e differenza secondo l’omeosinergia.

Cura e guarigione: significato e differenza secondo l'omeosinergia.

Quando arriva l’inverno in natura avvengono molti cambiamenti significativi per sopravvivere alle difficoltà di una stagione mediamente fredda, buia e rigida e di solito c’è la tendenza a rallentare i propri ritmi.

Quindi è il momento ideale per concedersi un momento di riflessione, magari con l’aiuto di un buon libro, della musica o di un bell’articolo di Relisír Magazine.

Perciò, voglio dare il mio contributo argomentando di un tema che mi sta a cuore e che ritengo estremamente stimolante.

Partiamo da una parola: malattia.

Negli ultimi anni c’è stato un notevole cambiamento nel modo di affrontare e vivere la malattia. Abbiamo assistito, nella maggioranza dei casi, ad una completa rivoluzione (e non in positivo) del modo di affrontare le cosiddette malattie acute, influenza, raffreddore e tosse, problemi gastrointestinali, cistiti e molto altro.

Partendo dal presupposto che per tutti noi la salute e il benessere sono un bene incommensurabile, ormai l’idea che noi o i nostri figli possiamo stare poco bene è diventata inammissibile. Pensare di dover rinunciare al lavoro, allo sport, agli svaghi solo per un mal di pancia o un po’ di febbre è assolutamente impensabile.

STARE BENE È D’OBBLIGO, la malattia è una nemica da debellare al più presto per essere sempre performanti.

Ricordo la pubblicità di un noto farmaco da banco, che mostrava il soggetto la sera prima distrutto da febbre e raffreddore e… magia, dopo due compresse prima di dormire, il mattino dopo era
splendente, pronto per una nuova giornata e una bella partita di tennis.

Perciò tutti quanti ormai appena abbiamo un sintomo di qualunque genere, anche un momento di pressione alta, o di colesterolo o glicemia appena fuori dalla norma, corriamo dal medico a farci
dare la pillola magica, quella che ci fa tornare “come nuovi” senza neanche minimamente chiederci: perché il nostro corpo ci sta mandando quei messaggi?

E non ci importa se dopo la prima pillola ne dobbiamo prendere una seconda, una terza o una quarta… Così con il procedere del tempo sopprimiamo ogni sintomo, ogni campanello, per non
sentire più nulla, per stare “bene”.

La percezione della malattia quindi è mutata, sia da parte del medico, per rispettare i protocolli di cura rispettosi dei parametri frutto della ricerca scientifica, sia da parte del paziente, per non
doversi mettere in discussione e affrontare i problemi che ci sono dietro.

La medicina Omeosinergetica si pone come una nuova prospettiva di interazione medico/paziente e una visone rivoluzionaria della malattia. La malattia per la Medicina Omeosinergetica è una
Benattia, un processo di guarigione biologica, un episodio come porzione integrante e inscindibile della patobiografia del paziente, con il fine ultimo di riattivare e, se possibile, amplificare le risorse vitali del soggetto.

Essa viene per chiamarci alla nostra vera natura di realtà spirituale calata in un corpo, posizionandosi nell’organo che più vibra con l’emozione che vi sta dietro, che simbolicamante interpreta quel vissuto. La Medicina Omeosinergetica considera l’essere umano non come insieme di organi ed apparati da valutare singolarmente come se l’intestino o il cervello o il cuore non si “parlassero” fra di loro, ma nella sua totalità psicofisico-emozionale nel contesto in cui è inserito.

La visita con un medico omeosinergetico è l’inizio di un viaggio alla ricerca di sé stessi.

Naturalmente, essendo un medico, si preoccupa di curare la malattia con rimedi che sono in grado di eliminare i sintomi non bloccando e paralizzando, ma facendo da input verso la guarigione basandosi sulla disintossicazione, ampliando la risposta anticorpale, permettendo il naturale svolgersi della risposta infiammatoria, riattivando le capacità di autoguarigione intrinseche ad ogni essere umano.

L’arte della cura è patrimonio del medico, ma la vera guarigione appartiene solo al paziente: non è possibile guarire qualcuno che non voglia essere guarito.

Questa concezione della guarigione è proprio il fatto che il malato deve partecipare alla comprensione e alla cura dei propri disturbi e assumersi la responsabilità per la propria malattia.

Guarire (che nel caso di malattie croniche non significa la completa remissione ed assenza di sintomi) significa diventare consapevoli della propria vita, decidendo di conoscere in profondità i motivi che ci hanno portato alla malattia. In sintesi divenire consapevoli.

Solo in questo caso sarà possibile la guarigione, appannaggio non del terapeuta che cura, ma del paziente stesso.

È in quest’ottica che la malattia diventa benattia, lo stimolo per iniziare un vero e proprio viaggio verso la conoscenza delle dinamiche profonde e inconsapevoli che agiscono all’interno dell’essere umano. In questo viaggio ci guida la figura del Trainer omeosinergetico, professionista unico che usa una metodica filosofico-pedagogica.

Il trainer è colui che si occupa dell’aspetto guarigione, che non è da intendersi come processo passivo, ma come processo attivo in cui il cliente/paziente per mezzo della didattica fornitagli dal trainer, mette in atto un processo di autoguarigione. Il trainer è il catalizzatore.

P.S. Se questo mio breve testo ha stimolato la curiosità del lettore, sono a disposizione per domande e chiarimenti.


Scrittrice: Enrica Cavalli

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