Freddo e patologie infiammatorie articolari e psichiche.

Freddo e patologie infiammatorie articolari e psichiche.

Viviamo in una delle aree d’Italia più umide e ogni anno, al cambiare delle stagioni, alcuni di noi si lamentano di dolori vari: schiena, spalla, collo… chi più ne ha, più ne metta! I nostri bisnonni davano la colpa al clima, ma venivano derisi dalla classe medica di allora (e purtroppo anche da alcuni moderni) poiché sembrava non ci fosse alcuna correlazione tra le modificazioni metereologiche e il sistema uomo.

Fortunatamente, da qualche anno, ci viene in aiuto la Bioclimatologia: si tratta della scienza che studia i rapporti tra clima e salute, ovvero tra gli eventi atmosferici e l’uomo, in periodi di tempo piuttosto lunghi (almeno trent’anni) per indagarne il maggior numero di effetti sotto l’aspetto fisico, fisiologico, patologico, preventivo e terapeutico. La bioclimatologia si rivela molto utile nel fornire previsioni delle sindromi meteoropatiche e climatopatiche, normalmente in una settimana, che dipendono rispettivamente dai mutamenti delle condizioni atmosferiche o di quelle climatiche.

In questo articolo prenderò in considerazione le sindromi meteoropatiche primarie e secondarie.

Le Meteoropatie primarie (o principali) sono direttamente connesse all’andamento delle perturbazioni climatico-termiche e sembrano proporzionalmente legate a certi livelli ormonali e a quelli di ulteriori sostanze neurofisiologiche dell’individuo. Possono causare la comparsa di problemi neuropsicologici perdurabili anche alcuni giorni, come mal di testa, ansia, irrequietezza, eccessiva stanchezza, stress, nervosismo, difficoltà cognitive, insonnia, sonno disturbato, tensione, agitazione psicomotoria, apatia, depressione, sbalzi di umore…

Le Meteoropatie secondarie si presentano come aggravamenti o riacutizzazioni di malattie croniche, infiammatorie o degenerative. In esse sono particolarmente interessati: l’ipotalamo, l’ipofisi anteriore e posteriore. L’ipotesi più plausibile potrebbe essere che l’arrivo delle perturbazioni atmosferiche, in modo particolare quelle di fronte freddo, stimolino la produzione di ACTH, con conseguente aumento delle sindromi ansiose e dei disturbi somatici contestualmente alla diminuzione della produzione di endorfine, abbassamento della soglia del dolore e tutti gli effetti che essa comporta a livello scheletrico, muscolare, tendineo e nervoso. Le sindromi meteoropatiche secondarie presentano un’insorgenza acuta, di solito da 72 a 24 ore prima dell’arrivo di fronti di perturbazione.

Quali armi abbiamo a disposizione? L’alimentazione deve diventare la nostra medicina. Nell’occidente grasso, la dieta del fast food e del cibo spazzatura a buon mercato è aumentata in modo esponenziale la comparsa di patologie infiammatorie di tipo autoimmune e delle patologie a carico del sistema nervoso centrale, peggiorando anche i sintomi delle schizofrenie e delle psicosi. L’evidenza scientifica ci mostra come la dieta mediterranea (abbondanza di vegetali, cereali integrali, pesce, legumi, semi oleosi, olio evo, quantità minime di formaggi, consumo occasionale di carni rosse e insaccati, uno/due bicchieri di vino al giorno al massimo) costituisca l’antinfiammatorio per eccellenza. Nello studio Predimed del 2013 questo tipo di regime, associato a una corretta attività fisica, ha comportato una riduzione delle patologie infiammatorie e cardiovascolari. Anche il movimento ci viene in aiuto: lo stress fisico è uno stress positivo. Il cortisolo liberato durante l’attività viene riassorbito dopo un paio d’ore dal termine dello sforzo e torna a livelli normali; in più la contrazione muscolare rilascia endocannabinoidi, che dal sangue periferico raggiungono il sistema nervoso centrale, inducendo il rilascio di dopamina, serotonina e BDNF (un polipeptide che assicura la sopravvivenza dei neuroni e la costituzione di rapporti sinaptici), migliorando lo stato di salute psichico e fisico. Per questo motivo l’attività fisica si conferma un grande farmaco, di notevole utilità sia per il cervello che per la salute umana, riducendo gli stati infiammatori cronici del corpo, permettendo una migliore adattabilità all’ambiente.


Scrittrice: DOTT.SSA GLORIA CURATI, Osteopata e fisioterapista

 

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