I sottili equilibri dello sport

L’eccessivo aumento dei radicali liberi (acidosi metabolica e/o stress ossidativo) è stato identificato dalla scienza medica come fattore decisivo nella genesi delle malattie degenerative e dell’invecchiamento.

Contrariamente a quanto si potrebbe immaginare, è stato osservato che la presenza di radicali liberi e/o acidosi metabolica nei muscoli e nel fegato di animali sotto allenamento fisico è tripla del normale.

Anche negli es-seri umani, in seguito a intensa attività sportiva, la produzione di radicali liberi risulta notevolmente incrementata, con conseguente depressione del sistema immunitario e aumento dello stress ossidativo.

I danni di questo processo possono essere tanto gravi da portare alla morte delle cellule stesse.

Attenzione quindi: fare sport non produce solo effetti positivi!

Per coloro che praticano attività sportiva agonistica e/o amatoriale intensa è indispensabile più che mai proteggersi in maniera efficace con antiossidanti e/o alcalinizzanti.

Il raggiungimento di una buona performance necessita di un consumo molto elevato di ossigeno che porta alla formazione di radicali liberi ossigenati, responsabili di un precoce invecchiamento cellulare e di malattie autoimmuni, degenerative e neoplastiche.

Nel corso di un esercizio fisico, infatti, il dispendio energetico aumenta e la velocità delle reazioni ossidative è accelerata.

Tali fenomeni permangono anche 20 ore dopo la fine dell’esercizio fisico.

A livello dei muscoli e del cuore il consumo di ossigeno può aumentare dal 100% al 200% rispetto ai periodi di riposo, con un proporzionale aumento di radicali liberi.

L’eccesso di ossigenazione può presentare un effetto nocivo per l’organismo (sono stati Priestley e Lavoiser, alla fine del XVIII° secolo, a scoprire le proprietà dell’ossigeno, mettendone in risalto alcuni effetti tossici).

Quindi l’acidosi negli sportivi può comportare disastrose conseguenze: le forze vengono meno e il calo di rendimento diviene inevitabile; il rischio di traumi aumenta, la muscolatura e l’apparato osteoarticolare ne risentono velocemente rendendo così impraticabile il training o la prova; crampi muscolari, stiramenti, dolori sono le conseguenze più comuni di uno stato di acidosi dovuto a eccessivo esercizio fisico.

Lo stress ossidativo causa ipossia, situazione indotta dall’esercizio fisico intenso. Tutto ciò induce infiammazione a livello della matrice extra cellulare con conseguente acidosi.

Questa acidosi, invece di essere tamponata dal cibo che mangiamo o dall’ossigeno che respiriamo, viene aggravata dai processi di trasformazione degli stessi in nutrimento ed energia.

Tale meccanismo produce scorie metaboliche “acide” che devono essere eliminate attraverso urine, feci e sudore.

Quando la quantità di scorie metaboliche acide supera quelle che il nostro organismo è in grado di eliminare insorge acidosi, ovvero sovraccarico di sostanze acide nei tessuti da dove dovrebbero essere eliminate.

Ecco dunque che per lo sportivo risulta sempre più importante seguire una corretta alimentazione basata su cibi tendenzialmente alcalini come frutta e verdura, molti semi, crauti, germogli freschi.

Ricerche condotte negli USA confermano che un abbondante consumo di questi cibi può rallentare il danno da stress ossidativo, e conseguente acidosi metabolica, grazie al loro elevato contenuto di minerali (calcio, potassio, sodio, magnesio, ferro).

Se questo modo naturale per ristabilire il corretto equilibrio omeostatico acido-base non è sufficiente, si può integrare con sali alcalinizzanti che sono in grado di riportare il pH a valori ottimali.

Le ricerche condotte dimostrano chiaramente che il consumo di alimenti acidi porta ad un maggior utilizzo di sostanze minerali, come calcio, sodio e magnesio, a danno delle risorse ossee.

Di contro, un aumentato apporto di sostanze alimentari basiche, come ad esempio supplementi minerali basici, impedisce lo stabilirsi dell’acidosi e quindi contrasta la perdita della sostanza ossea.

Non lo ripeterò mai abbastanza: l’organismo si mantiene in salute fino a quando l’intero sistema di regolazione possiede minerali alcalinizzanti, vitamine, antiossidanti per tamponare lo scompenso ed eliminare gli acidi prodotti dal metabolismo cellulare.

Alcune manifestazioni patologiche che il medico di medicina generale molto spesso deve affrontare riconoscono come causa comune un’alterazione del pH ematico ed intestinale.

Quest’estate quindi non dimentichiamo i migliori alleati e le abitudini amiche del nostro benessere.


 

Scrittore: Dottor Di Fede.

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