Inverno, virus e… rinascita!

Inverno, virus e... rinascita!

Con l’arrivo dell’inverno, si ripresentano puntuali i primi fastidi stagionali: starnuti, naso che cola, febbri, dolori muscolari, tosse. La colpa, ancora una volta, è dei virus, questi invisibili nemici
che sembrano proliferare nel freddo, complici anche le nostre abitudini invernali.

Le basse temperature, l’inquinamento maggiore e l’aumento della vicinanza sociale durante i mesi più freddi contribuiscono a creare il terreno ideale per la diffusione dei virus respiratori, mentre  la nostra risposta immunitaria si indebolisce a causa della ridotta esposizione alla luce solare e, quindi, alla ridotta produzione di vitamina D.

Viviamo immersi in un ambiente contaminato e contaminante, esposti a nuove minacce virali, a complesse sostanze chimiche che interferiscono con i nostri delicati equilibri biologici, ad arrembanti inquinanti atmosferici ed alimentari che si comportano come interferenti endocrini capaci di sovvertire il nostro delicato sistema ormonale, ad insidiosi stress elettromagnetici e radioattivi che scompaginano la sottile trama energetica del nostro organismo.

I virus, con la loro capacità di mutare e adattarsi, evocano paure profonde, amplificate dai media. Eppure, non tutti coloro che vengono in contatto con un virus sviluppano sintomi gravi o malattie; la reazione (variante clinica) dipende sempre da come si presenta il “terreno” individuale, ossia la nostra condizione fisica e immunitaria.

In questa chiave, l’approccio omeosinergetico propone di vedere i virus non solo come nemici, ma anche come potenziali agenti di trasformazione, capaci di scatenare processi di rinnovamento. Abbiamo forse perso di vista in ambito biomedico il senso evolutivo delle malattie e della nostra relazione con i virus, affrontando questi fenomeni in modo troppo riduttivo, antropocentrico.

Gli organismi superiori, i microbi e i virus non sono solo in guerra tra loro, ma partecipano a una dinamica co-evolutiva che li vede interagire ed adattarsi reciprocamente, tramite scambi biochimici, biofisici ed informazionali.

Noi non siamo cablati geneticamente!

Siamo parte di un sistema più grande, ed il progredire della vita e dell’essere umano non vanno letti secondo un’ottica difensivo meccanicistica, non seguono solo la logica darwiniana della competizione e della selezione del più idoneo. Piuttosto, siamo immersi in una realtà in cui l’esperienza vissuta, il senso della stessa, la relazione come scambio e la soggettività sono i punti cardinali dell’ecosistema individuo-ambiente, in una visione eco-sistemica che gioca un ruolo fondamentale nella nostra evoluzione.

Quando parliamo di microbi, pensiamo spesso a patogeni, a nemici da combattere, ma in realtà essi costituiscono la spina dorsale della biosfera, rappresentandone la componente più importante,
sia sul piano quantitativo (60- 90% della biomassa) che qualitativo.

Senza di loro, le forme di vita più complesse non potrebbero esistere, pertanto ne sono in gran parte composte, ricavandone incredibili vantaggi e giovamenti.

La nostra stessa evoluzione è intrecciata da oltre 50.000 anni con quella dei microbi e dei virus, come testimonia la presenza di sequenze retrovirali nel nostro DNA (l’8% del nostro genoma è formato da tali sequenze endogene e oltre il 50% opera connesso con esse), una prova della simbiosi millenaria tra umani e virus.

Pertanto le riflessioni più consone riguardo i microrganismi si dovrebbero focalizzare sul ruolo dei virus nell’ambito della biosfera, sulla funzione della loro interazione con l’essere umano
e sul senso della loro continua trasformazione.

I virus sono singolari, microscopiche particelle nucleoproteiche composte principalmente da materiale genetico in qualche modo articolato in lunghe molecole nucleotidiche che trasportano
le informazioni genetiche, DNA o RNA, capaci di replicarsi solo all’interno di una cellula ospite, assumendo il controllo elle risorse cellulari per moltiplicarsi. Possonoanche integrarsi nel genoma
dell’ospite, perpetuando se stessi e influenzando l’evoluzione dell’organismo infettato.

Nell’ambito della visione omeosinergetica, la comprensione del ruolo svolto dai virus e delle patologie virali necessita di una rivalutazione sotto una prospettiva ecologica e sistemica.

Questo ripensamento deriva dall’accentuazione delle pressioni selettive, parzialmente causate dalla crescente presenza di sostanze chimiche nell’ambiente, introdotte sia intenzionalmente che
accidentalmente, e in grado di disturbare i processi biochimici e metabolici cruciali.

Inoltre, il disagio diffuso della società moderna amplifica tale fenomeno, alimentato da un inconsapevole rifiuto delle esperienze che viviamo quotidianamente.

Tale contesto genera uno stress genetico diffuso, che porta alla riattivazione di sequenze virali latenti, analoghe a quelle presenti nei genomi degli organismi superiori e intensifica i processi di trasferimento genetico laterale, tanto all’interno di singole specie che tra specie diverse, anche distanti sul piano filogenetico/bioevolutivo.

Questo trasferimento, mediato dai virus, permette agli organismi di acquisire nuove informazioni genetiche, fondamentali per adattarsi alle trasformazioni ambientali e biologiche.

In questo senso l’insorgenza di malattie causate da microrganismi sono la testimonianza di un genoma umano mobile, reattivo e di “aiuti” virali, che tramite il trasferimento genetico orizzontale,
promuovono processi adattativi/reattivi opportuni e necessari per soddisfare l’omeostasi di fronte a trasformazioni ambientali, eco-sistemiche e relazionali.

Il ruolo dei virus nell’evoluzione è, quindi, fondamentale: essi agevolano lo scambio genetico tra organismi differenti, ampliando la diversità genetica e favorendo l’adattamento delle specie.

Grazie a questa capacità di trasferire geni, i virus si comportano come veri e propri “geni mobili”, in grado di modificare il patrimonio genetico delle cellule ospiti, con conseguenze profonde sia per
l’organismo infettato sia per l’ambiente circostante.

In questo senso, i virus possono essere considerati autentici “ingegneri genetici”, poiché attraverso la loro interazione, cooperazione e capacità di integrarsi nei sistemi biologici, danno origine a
processi vitali di comunicazione e collaborazione che sono alla base della vita.

Secondo la Medicina Omeosinergetica, l’aspetto più affascinante dei virus è la loro capacità di “innescare” una malattia o una “benattia” per  eliminare ciò che è ormai obsoleto e non più utile dentro di noi, creando così spazio per l’essenziale e il nuovo.

In questo senso, i virus agiscono come veri e propri promotori del cambiamento evolutivo, simili all’Araba Fenice che rinasce dalle sue ceneri in un contesto biologico.

Attraverso l’intervento dei virus, veri catalizzatori di trasformazione, siamo in grado di acquisire nuovi stimoli e nuove esperienze, integrandoli nel nostro essere e favorendo una continua crescita personale. In questa visione multiprospettica, che abbraccia il macrocosmo e il microcosmo, l’infiammazione e la malattia rappresentano segnali chiari di un accumulo di tossine, causato da uno stress che in apparenza sembra provenire solo dall’esterno, ma che in realtà è legato soprattutto a fattori interni e personali.

Questo stress è spesso associato al modo in cui percepiamo e affrontiamo la vita, con una tendenza a rifiutare inconsapevolmente noi stessi e l’esperienza che stiamo vivendo.

L’infiammazione, quindi, diventa un meccanismo cruciale attraverso il quale il corpo si purifica, eliminando le tossine accumulate, qualunque sia stata la loro origine.

Grazie al ruolo “iniziatico” e volto all’evoluzione dei virus, la malattia non è semplicemente un fenomeno negativo, ma può essere vista come una risposta della Vita stessa per adattarsi a nuove circostanze e situazioni. In tal modo, i virus facilitano un processo di rinnovamento, aiutando l’organismo a evolversi e a rispondere a sfide sempre diverse.

Per comprendere appieno l’essenza di questo processo, dobbiamo considerare l’organismo umano come un sistema in continua evoluzione, in equilibrio dinamico.

Questo equilibrio è costantemente rinnovato grazie all’interazione tra le basi genetiche e quelle comportamentali, che si sviluppano ulteriormente attraverso il continuo confronto con nuove esperienze, come il contatto con elementi esterni (quali microbi, sostanze inquinanti, farmaci, interferenti endocrini, radiazioni e persino altre persone).

Tale approccio ci invita a riflettere su cosa effettivamente rimane di noi dopo una crisi e su quali siano i componenti essenziali e irrinunciabili della nostra esistenza.

I virus, in questo senso, non sono esattamente avversari, ma sono anche opportunità per il cambiamento.

Ci offrono la possibilità di adattarci, di crescere e di evolverci, stimolando processi che superano la mera sopravvivenza e ci conducono verso una consapevolezza più profonda ed un rinnovato
stato di equilibrio. Nel contesto in cui l’inverno porta con sé nuovi certami microbici, i virus rappresentano un’opportunità ella sfida.

Essi fanno parte del nostro cammino evolutivo, strumenti attraverso i quali il corpo si adatta e si rigenera. In un mondo in continuo cambiamento, la loro presenza ci costringe a rivedere
le nostre priorità e il valore dell’esperienza virale si rivelerà attraverso la nostra capacità di diffondere conoscenza, di risvegliare coscienze e di collegare i vari elementi che compongono la realtà, chiaro e al netto di qualsiasi dietrologia. Così potremo capire se questa sfida ci ha veramente aiutato a crescere.


Scrittore: Luigi Marcello Monsellato

Ti è piaciuto il post? Condividi!