L’alimento acqua e la sua conservazione

L’alimento acqua e la sua conservazione

Si parla sempre di più di alimenti “a chilometro zero”, o meglio ancora a “tempo zero”, facendo riferimento in particolare alla loro freschezza.

Non è un aspetto di poco conto: consumare un frutto o un ortaggio appena raccolto è garanzia di salvaguardia del valore nutrizionale originario dell’alimento.

Più tempo intercorre fra la raccolta e l’effettivo consumo, più a lungo gli alimenti stazionano negli scaffali di un supermercato, maggiore è il loro invecchiamento, e anche se le tecniche di conservazione ci permettono di consumarli ugualmente, spesso con aggiunta di sostanze chimiche non prive di effetti collaterali, il potere nutrizionale decresce molto velocemente col tempo
di conservazione.

Sono specialmente le proprietà antiossidanti, tipiche della frutta e della verdura fresche, a perdersi totalmente in pochi giorni di conservazione, e questo è facilmente misurabile con opportuni strumenti che testano la quantità di elettroni liberi presenti nell’alimento, direttamente proporzionali L’ALIMENTO ACQUA E LA SUA CONSERVAZIONE al suo potere antiossidante.

Quando è possibile, quindi, sarebbero assolutamente da preferire gli alimenti a tempo zero e a km zero, anche al fine di valorizzare i prodotti locali.

Anche l’acqua è un alimento, anzi, è il nostro “primo alimento”, come sempre più spesso viene definita dai nutrizionisti.

Parlare della sua freschezza e della sua conservazione ha un senso?

Certamente, e come per gli altri alimenti è un aspetto molto importante per bere acqua di qualità.

Attualmente solo il 20% degli italiani beve acqua “spillandola” dal rubinetto di casa, eventualmente dopo averla filtrata/trattata. Quest’acqua è per sua natura fresca, provenendo direttamente dall’acquedotto. Potremmo dire, per sinergia con gli alimenti, che l’acqua di rubinetto è a tempo zero e a km zero, anche perché viene consumata in giornata, o al massimo in pochi giorni.
Nell’acqua “ristrutturata” attraverso la tecnologia della ionizzazione, questa “freschezza” si arricchisce di un maggiore potere idratante, per via delle dimensioni più piccole dei raggruppamenti molecolari (clusters).

Inoltre, la ionizzazione produce acqua con elevato potere antiossidante, per effetto della formazione di grandi quantità di elettroni liberi.

Questi ultimi in particolare, così come avviene nella frutta e nella verdura, si perdono in pochi giorni. Quindi l’acqua di rubinetto, meglio ancora se ionizzata con un apparecchio di qualità, deve
essere bevuta “fresca” se vogliamo preservarne tutte le caratteristiche, in particolare quelle antiossidanti, allo stesso modo degli alimenti freschi.

Potremmo concludere che se l’acqua proviene dal rubinetto di casa, la caratteristica della freschezza, molto importante, è quasi sempre rispettata.

Sono infatti pochissime le persone che la bevono a distanza di molti giorni dalla spillatura.

Le statistiche dicono che l’acqua in bottiglia viene consumata mediamente dopo 3 mesi dall’imbottigliamento.

Già questo dato evidenzia che l’alimento “acqua in bottiglia” non può definirsi fresco, tutt’altro, ma l’aspetto da considerare con maggiore attenzione è quello della modalità di conservazione,
che può essere una variabile incontrollabile, almeno finchè la bottiglia non giunge presso il domicilio del consumatore.

Da quel momento la conservazione igienicosanitaria è a sua discrezione.

Ma prima? Sull’etichetta, come per molti alimenti, si legge “conservare in luogo fresco, asciutto, al riparo dalla luce e da fonti di calore”. Questo “consiglio” normativo dovrebbe essere messo in
pratica per tutto il periodo di conservazione, tuttavia: SE IL 20% DEGLI ITALIANI BEVE DAL RUBINETTO, IL RIMANENTE 80% PREFERISCE ACQUISTARE ACQUA IN BOTTIGLIA, IN
LARGA MAGGIORANZA NELLA BOTTIGLIA DI PLASTICA (PET).

Già in un precedente articolo si è sottolineato questo aspetto, troppo spesso sottovalutato. Il calore agevola il passaggio di sostanze chimiche dal contenitore in PET all’alimento acqua.

E alcune di queste sostanze sono tossiche, altre addirittura classificate cancerogene.

Il calore e la luce, inoltre, agevolano lo sviluppo batterico. E quale garanzia esiste di una conservazione igienico-sanitaria idonea, nel lungo viaggio temporale dal produttore al consumatore che può durare diversi mesi?

Le bottiglie trasparenti, anche quelle in vetro, non riparano dalla luce, a meno che non siano custodite in ambiente chiuso. E rispetto al calore?

Da questo punto di vista è senz’altro preferibile la bottiglia in vetro, perché è soprattutto il calore a generare problemi nel contenitore plastico.

Non a caso sono all’ordine del giorno interventi dei NAS per sequestrare lotti di bottiglie conservati al sole e al caldo, magari durante lo stoccaggio delle bottiglie (anche in vetro) all’esterno delle ditte di imbottigliamento, e all’esterno dei luoghi di transito e vendita. Si può comprendere che queste azioni di tutela dei consumatori sono necessariamente provvedimenti isolati, nel contesto globale di un fenomeno assai diffuso e sotto gli occhi di tutti, quello dello stoccaggio alla luce, al sole, al calore. Già un giorno di esposizione al calore sarebbe da evitare, figuriamoci se i giorni diventano molti, addirittura mesi o anni.

Ma c’è un modo per capire da quanto tempo l’acqua è imbottigliata? Sì. In Italia l’acqua in bottiglie di plastica ha un “Termine Minimo di Conservazione” (TMC) di 2 anni, 3 anni per quelle
in vetro.

Significa che durante questo periodo massimo andrebbe consumata, ma anche che durante tutto il periodo di conservazione andrebbero rispettate le condizioni igienico sanitarie di stoccaggio in luogo fresco e al riparo dalla luce.

Se ne deduce che dalla lettura della data riportata sulla bottiglia (generalmente stampata sul tappo), è possibile risalire alla data di imbottigliamento, e con essa al tempo trascorso prima
del consumo. Diventa invece impossibile risalire alla modalità di conservazione.

Forse sarebbe il caso di considerare seriamente anche questi aspetti per scegliere consapevolmente la modalità di approvigionamento del nostro alimento più prezioso, l’acqua, anche perché
quell’alimento lo consumiamo tutti i giorni e per tutta la vita.

E le cose che facciamo tutti i giorni per tutta la vita fanno una grande differenza.

Buona estate in salute.


SCRITTORE: PAOLO SALVIOLI

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