L’autunno della vita: dal buio alla luce.

L'autunno della vita: dal buio alla luce.

Simona, 55 anni, in menopausa da 4 anni, si sentiva depressa, disillusa e risentita verso la vita per le opportunità mancate: una vita spenta, malata, insoddisfacente.

Era fortemente convinta che, dopo una certa età (i soliti 40 anni), la vecchiaia e la perdita della libido fossero inevitabili. Nonostante varie diete ipocaloriche, giornaliere sedute in palestra, diversi trattamenti estetici ed ormonali e quattro anni di psicoterapia, si sentiva svuotata, senza passione e interessi, in un cul de sac.

La nostra vita è contrassegnata dal rifiuto fin dalla nascita, quando lasciamo la sicurezza del grembo materno per affrontare il nuovo mondo, fino alla morte, quando abbandoniamo la realtà
materiale per una dimensione energetica.

Ogni giorno, il rifiuto ci accompagna, permettendoci di vederci, riconoscerci ed essere autentici. Tuttavia, spesso non siamo consapevoli che il rifiuto è il motore della nostra vita, il segno
distintivo dell’essere umano che nasce e muore con noi, consentendoci così di cambiare la nostra prospettiva sulla Vita: questo ci fa sentire sfortunati, emarginati, “diversi”, sofferenti, separati dagli altri.

Dopo 5 mesi di terapia omeosinergetica mi scrive: “Gentilissimo dottore, come ringraziarla per tutto ciò che ha fatto per me con le sue visite, i suoi seminari, i suoi libri? La mia metamorfosi è iniziata con il libro La benattia e l’Omeosinergia! Una vita colma di traumi e dolori, un matrimonio come tanti e io che rischiavo di ammalarmi seriamente… Grazie alla sua sensibilità e alla
sua pazienza ho compreso che dovevo lasciar morire il bruco e divenire una farfalla, che il mio problema non era la menopausa né tantomeno l’età matura.La vita in palestra, l’attenzione
ossessiva al cibo, le fissazioni del tipo “devi dimostrare meno anni di quello che hai”, il voler trovare forzatamente un colpevole mi avevano ingessato in uno schema mentale sterile
ed ossessivo.”

La trasformazione avviene grazie all’attivazione di un nuovo punto di vista, in cui non ci sono colpevoli o alibi, ma solo l’integrazione e la consapevolezza di tutto ciò che siamo: la metamorfosi, il bruco che diventa farfalla si realizza solo quando la consapevolezza ci consente di vedere cose che fino a quel momento non immaginavamo neppure…

Uno sguardo rivolto al recupero degli aspetti di noi stessi che consciamente, ma più frequentemente inconsciamente, respingiamo e che, per affinità, attraiamo negli altri e nel nostro corpo per
poterci finalmente conoscere.

Simona continua: “Ho scoperto così che l’incontro con l’altro diventa strumento di crescita, di conoscenza di me stessa attraverso l’altro. Ho sempre cercato soluzioni all’esterno, considerando
preziose solo le cose esteriori. Lei mi ha spiegato che il vero tesoro dipende dalla mia capacità di cambiare prospettiva, di darmi una nuova visione. Ed è così che non ho più pensato a quello che gli altri potevano pensare!”

Sono sempre stato ammaliato dal mistero della guarigione, come se la nostra vitalità avesse una propria sagacia, capace di ringiovanirci continuamente, anche senza che ce ne accorgiamo.

Esiste una fonte inesauribile di energia nelle profondità del cervello che produce costantemente cellule staminali cerebrali, attiva e regola la produzione di ormoni essenziali per la rigenerazione di tutti i tessuti, compresa la pelle. È cruciale conoscere che questa sorgente sempiterna risiede nelle stesse aree cerebrali dove si generano le emozioni, i sentimenti, gli affetti, il sesso e la nostra unicità.

Questa sorgente è alimentata dalle passioni, dalla creatività, dal sacro, dalle immagini, dai sogni, veri e propri antiage che attivano le sostanze chimiche del rinnovamento e della rinascita,
e determina una giovinezza autentica, non artificiale, non quella ammuffita dei volti che cercano di sfidare il tempo, ma quella dei mondi sottili, della consapevolezza, della perfezione del tutto, dell’unione con gli altri e con noi stessi.

La presenza simultanea di due poli opposti, di due comportamenti antitetici, di due modalità contrastanti di vivere la vita non deve essere vista come un conflitto, una incompatibilità ma come
la coesistenza di due forze che evidenziano sfaccettature diverse di noi stessi, due modi di essere, due stili di vita, due energie.

Per questo motivo possiamo e dobbiamo viverli entrambi, senza fare distinzioni, perché siamo sempre noi stessi, sia nell’amante che nel coniuge, sia nel paziente che nell’impaziente, sia nel sicuro che nell’insicuro. Essere consapevoli di questi due “personaggi”, di questi due campi energetici che albergano in noi, significa utilizzare le loro conoscenze e le loro energie.

Dobbiamo solo dare respiro a entrambi i poli, consentire loro di essere vissuti: prediligere uno e rifiutare l’altro è come rimuovere una parte di noi stessi e pertanto essere incompleti.

Accogliere i disagi del polo che abbiamo spesso respinto non implica cercare di modificare le cose, ma essere pronti ad accogliere energie sconosciute come l’insicurezza, l’eccessivo controllo, la tristezza, l’impotenza, che emergono dall’invisibile e che possiamo riconoscere grazie all’incontro con l’altro.

“Caro dottore, ho scoperto l’amore per me stessa, la voglia di vivere come non avevo mai fatto, capacità erotiche inaspettate e senza sciocchi sensi di colpa, che potevo essere meravigliosamente
femmina e donna, e che la passione, l’erotismo sono ricchezze che sono legate al rapporto che instauro con me stessa e non dai miei cinquant’anni. Sono felice di essere la donna che sono!

Ringrazio il Padre, l’universo, lei, ma innanzitutto me stessa, perché ho scoperto l’unicità che da sempre ero, ma non lo sapevo… Grazie dal profondo del mio cuore.”

Le ho risposto che anch’io sono avanti con gli anni e ora, nel pomeriggio della mia vita, riesco a riconoscere e apprezzare gli aspetti nascosti di me stesso, pronti a emergere, a essere compresi e poi espressi. Sono consapevole che in questa fase della mia vita il meglio può arrivare in qualsiasi momento, e che la maturità è il periodo più significativo perché, come un frutto maturo, può regalarci cambiamenti che abbiamo aspettato invano per anni. Questa consapevolezza mi ha fatto capire che tutti i disagi vissuti mi ricordano che nell’universo non esiste nessun altro come me.

È importante vivere nel proprio tempo: andare contro il proprio tempo ci rende vulnerabili e insicuri, esaurendo le nostre energie, proprio come remare controcorrente.

Per molti anni abbiamo ignorato le nostre risorse interiori, ora possiamo riconoscerle e lasciarci guidare e ispirare da esse, guardando dentro di noi, nella nostra interiorità, liberandoci dalla routine e dai cliché del pensiero comune. Per stare bene, per conoscere la felicità, dobbiamo usare come filtri i codici dell’anima, i principi universali, rispolverati dalla Filosofia omeosinergetica, che dalla notte dei tempi sono insiti nella nostra coscienza.

Osserviamo come doni le nostre emozioni, i nostri diverbi, i nostri desideri, le relazioni con gli altri, come fossero onde che percorrono il nostro mare e come scrisse un gobbo, ma genio baciato da un Dio non minore che sapeva combinare le parole per toccare il cuore, il naufragar m’è dolce in questo mare… Buona vita!


SCRITTORE: Luigi Marcello Monsellato

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