La menopausa e l’autunno condividono alcune similitudini nei cambiamenti che portano.
Entrambi segnano un periodo di transizione: la menopausa indica la fine della fertilità femminile e l’autunno segna il passaggio da un periodo di crescita e calore a uno di riposo e freddo.
Entrambi possono portare a cambiamenti fisici e umorali e possono essere visti come momenti di trasformazione e adattamento.
Sia la menopausa che l’autunno rappresentano un periodo di passaggio: la menopausa segna la fine della fertilità femminile e l’autunno indica il passaggio dalle stagioni calde a quelle fredde. Sia la menopausa che l’autunno possono influenzare l’umore.
La menopausa può portare a sbalzi d’umore, irritabilità, ansia e depressione, mentre l’autunno può associarsi a malinconia, tristezza e affaticamento, specialmente a causa della riduzione della luce solare. Sia la menopausa che l’autunno sono legati a cicli naturali.
La menopausa segna la fine del ciclo mestruale, mentre l’autunno è parte del ciclo delle stagioni, con i suoi ritmi di crescita, declino e riposo.
Entrambi i periodi richiedono un certo grado di adattamento e accettazione: la menopausa richiede di accettare il cambiamento nel proprio corpo, mentre l’autunno richiede di accettare il cambiamento delle condizioni esterne e di adattarsi a ritmi più lenti e introspettivi. Da un punto di vista più fisiologico, la menopausa comporta una riduzione delle concentrazioni di estradiolo circolante (ormone steroideo che gioca un ruolo fondamentale nel ciclo mestruale) nel corpo femminile e può essere accompagnata da molti sintomi, come secchezza vaginale e dispareunia.
I sintomi vaginali dovuti alla privazione di estrogeni non si risolvono spontaneamente, a differenza delle vampate di calore, poiché vi è un effetto dannoso cumulativo sui tessuti vaginali nel tempo.
Questo peggioramento è dovuto al ruolo principale che gli estrogeni e i recettori degli estrogeni svolgono nell’architettura vaginale. La parete vaginale contiene epitelio squamoso, una lamina propria, uno strato di muscolo liscio e una membrana di copertura, tutti influenzati dagli estrogeni. Il ruolo dell’estradiolo è multi faccettato e include il mantenimento del film fluido che riveste le pareti vaginali, mantenendo l’epitelio denso con cellule più mature, mantenendo il muscolo liscio vaginale funzionale e contribuendo all’elasticità dei tessuti. Inoltre, gli estrogeni sono responsabili della vasodilatazione nella lamina propria e promuovono l’espressione di vari neurotrasmettitori che aumentano il flusso sanguigno.
Senza estrogeni, la vagina subisce cambiamenti che possono influire negativamente sulla funzione e sulla soddisfazione sessuale, ma anche sulla qualità di vita quotidiana della donna. Le cellule epiteliali più mature diminuiscono mentre le cellule parabasaliche meno mature diventano la citologia principale. Collagene, flusso sanguigno e lubrificazione diminuiscono, risultando in una rete rigida di cellule secche con un pH più alto; questo porta a una maggiore suscettibilità alle infezioni e al prurito, e a una sensazione di secchezza scomoda. Il muscolo liscio diventa meno funzionale, rendendo difficile l’orgasmo.
I rapporti sessuali possono diventare dolorosi, con tessuti fragili soggetti a sanguinamento e traumi. La vagina appare più corta, con una perdita di elasticità e secrezioni diminuite, determinando alterazioni su tutto il tratto genito urinario. La carenza estrogenica si manifesta anche a livello dell’uretra e della vescica urinaria, dove l’alterazione del tessuto collagene, la diminuzione del tono della muscolatura liscia uretrale, l’indebolimento del supporto fasciale e l’indebolimento della muscolatura del diaframma uro-genitale possono portare all’aumento degli episodi di cistite e infezioni. Come si può intervenire dunque? La sola accettazione dei sintomi non è la soluzione.
Una donna in menopausa nel 2025 è ancora una donna attiva, che lavora e che ha ancora una vita sessuale (più o meno) soddisfacente e la comparsa di questi sintomi, come abbiamo visto può alterare la routine di noi donne in modo drastico, comportando alterazioni dell’umore, perdita del desiderio, ma anche perdita di socialità, soprattutto collegato alla possibile problematica dell’incontinenza e della cistite.
Attualmente in queste situazioni il trattamento standard è basato sul ruolo importante degli estrogeni nella vagina, o trattamento estrogenico localizzato. Tuttavia, l’estrogeno vaginale potrebbe non essere un’opzione desiderabile per alcune donne, comprese quelle preoccupate per il rischio di cancro e quelle con tumori sensibili agli estrogeni. Anche basse dosi di estrogeno vaginale hanno portato a significativi aumenti delle concentrazioni sistemiche o effetti al di fuori della vagina rendendo questo trattamento non utilizzabile o sconsigliabile nelle donne con cancro sensibile agli ormoni. Ma allora come si può fare?
Studi abbastanza recenti indicano come terapia locale il deidroepiandrosterone (DHEA). Questo trattamento vaginale che è stato studiato in oltre 500 donne in postmenopausa, si ritiene che agisca localmente per migliorare i sintomi, senza influenzare la fisiologia sistemica. Il DHEA è prodotto dalla ghiandola surrenale e diminuisce con l’invecchiamento, non specificamente con la menopausa.
Dopo la menopausa, il DHEA è una fonte principale di ormoni steroidei sessuali. La Food and Drug Administration ha recentemente approvato un ovulo di DHEA per il trattamento della dispareunia nelle donne in postmenopausa con la sindrome genitourinaria della menopausa.
L’ovulo, o qualsiasi altro tipo di DHEA vaginale è stato studiato anche sulle donne con una storia di cancro al seno o ginecologico, che avevano completato il trattamento primario, che non avevano evidenza di malattia e riportavano però ancora i sintomi vaginali moderati. Lo studio sottolinea come il DHEA abbia migliorato i sintomi vaginali in 12 settimane di utilizzo, migliorando significativamente anche la salute sessuale.
In associazione alla terapia topica, la rieducazione del pavimento pelvico eseguito da specialisti del settore ( fisioterapisti o ostetriche) può aiutare a migliorare la qualità della vita delle donne in menopausa, rendendo questo momento così delicato, una profonda fonte di crescita personale e consapevolezza del nostro complesso corpo femminile, rendendoci più felici e più attive.
Scrittrice: Gloria Curati.

