Ossitocina, empatia e nascita.

In questi ultimi anni l’ossitocina è al centro di numerosi studi non solo per il ruolo fondamentale che svolge durante il parto e l’allattamento, bensì anche nelle interazioni sociali: sembra infatti essere implicata nello sviluppo di comportamenti pro-sociali come l’altruismo, la generosità e l’empatia, da qui l’appellativo che le viene attribuito di ormone dellamore. In questo momento storico di assoluto distanziamento sociale certamente la sua produzione potrebbe venire meno, o comunque esserne ridotta, e forse è anche questo il motivo della comparsa di numerosi disturbi psichici. La sua diminuzione è associata a svariate patologie legate alla sfera mentale come l’ansia, la depressione, la schizofrenia, la sindrome dello spettro autistico.

L’ossitocina è un ormone che viene prodotto dall’ipotalamo, ha un potente effetto antistress, permette l’abbassamento della pressione sanguigna e i livelli di cortisolo, stimola la digestione e i processi metabolici. Ha svariati effetti protettivi, soprattutto durante il parto, la nascita e l’allattamento al seno. La sua funzione è benefica per la madre, poiché riduce la possibilità di comparsa di tumore al seno e all’ovaio, protegge da problematiche metaboliche (come la comparsa di obesità e diabete di tipo 2) e cardiovascolari; allo stesso tempo il bambino, durante la suzione, produce ossitocina che potrà proteggerlo da allergie e patologie metaboliche durante l’infanzia, oltre ad avere un effetto “tranquillante”, rendendolo meno nervoso. Aumentando i propri livelli di questo ormone insieme a quelli della madre, collabora a creare quel filo invisibile che connette la mamma al suo bambino (anche il padre è coinvolto, soprattutto se viene incentivato il rapporto skin to skin).

L’osteopatia in tutto questo come può intervenire? Da studi recenti anche il tocco delicato, il calore generato dal gentle touch e dalla fiducia nell’operatore permettono la produzione di ossitocina endogena, quindi diventa importante un percorso non solo osteopatico, ma anche eventualmente di massaggio per aumentare la produzione di questo fondamentale ormone, che può aiutarci altresì a migliorare le nostre relazioni sociali.

Se la suzione genera rilascio di ossitocina a livello ipotalamico, allora incentivare l’allattamento al seno è fondamentale per instaurare quello che Bowlby definisce attaccamento madre-bambino.

Allattare non è semplice, soprattutto se il parto è stato operativo. La donna deve essere supportata per promuovere l’allattamento al seno ed è estremamente importante l’assistenza di una buona consulente e un controllo osteopatico del bambino. Se il neonato manifesta difficoltà nell’attaccarsi al seno, non è perché sia pigro. È possibile che siano presenti disfunzioni anatomiche residuate da un parto distocico (anomalo), ma anche eutocico (fisiologico), proprio perché è un momento di trauma sia per la mamma che per il bambino. Alcune compressioni a livello dell’osso occipitale possono andare a irritare nervi cranici fondamentali per la muscolatura della bocca, della lingua e del tratto faringeo, tutte aree coinvolte non solo nella suzione, ma anche nella respirazione, nella deglutizione, nella formazione della sfera orale (crescita mandibolare e mascellare) e della parola. Un bambino con difficoltà di suzione potrebbe quindi sviluppare problematiche stomatognatiche (fonazione, masticazione, deglutizione, respirazione), ma anche disturbi di tipo logopedico (pronuncia di determinate lettere). La valutazione in fase precoce può evitarne l’insorgenza.


Scrittrice: Gloria Curati.

 

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