Prevenire…. curare!

Prevenire.... curare!

Prevenire è meglio di curare.

Conosciamo tutti questo proverbio.

Ma come fare prevenzione in modo corretto?

È un quesito che tutti ci poniamo, specialmente quando abbiamo un problema di salute, anche piccolo, che ci fa comprendere l’importanza di essere sani.

Sicuramente non esiste una ricetta esclusiva, una pillola magica, una tesi univoca. Esiste invece uno stile di vita “sano” che ciascuna persona ben informata può adottare con costanza e perseveranza, iniziando il più presto possibile. Costanza e perseveranza, si diceva. Sì, perché come la goccia d’acqua scava la pietra, e inesorabilmente crea nel tempo un solco profondo anche nella
roccia più tenace, allo stesso modo colui che mette in pratica la cultura del vivere sano con costanza e perseveranza costruisce solide fondamenta della propria salute psico-fisica.

Partiamo dalla considerazione che, in quanto esseri viventi, il primo paradigma della salute è quello di tenersi “vivi”, attivi, in movimento, di nutrirsi di stimoli positivi.

Anche nell’alimentazione e nell’idratazione è opportuno prediligere cibo e acqua “vivi”, ovvero integri dei loro principi nutritivi, bio-disponibili e prontamente assimilabili, in quanto nutrono l’organismo e nello stesso tempo lo aiutano a depurarsi efficacemente dalle tossine.

Sono molto numerose le teorie che basano la salute dell’intero organismo su questi aspetti, e conseguentemente sul corretto funzionamento dell’intestino e sul suo stato di pulizia.

Lo scienziato tedesco Arnold Ehret, vissuto a cavallo del 19° e 20° secolo, nel suo libro “La dieta senza muco” sostiene che ogni patologia organica è data dalla presenza di muco secreto da polmoni e intestino. Tale muco genererebbe una serie di tossine che vanno a collocarsi prima nell’intestino e poi negli altri organi, producendo dapprima infiammazione, poi malattia.

Ehret sostiene che consumare abbondante frutta e verdura cruda è un’ottima abitudine per mantenere un intestino pulito e ben funzionante, perché il cibo cotto perde gran parte dei principi nutritivi. Questi concetti sono stati ripresi e ampliati in epoca più recente da numerosi medici e scienziati, come Norman Walker, famoso per i suoi libri sulla frutta e verdura assunte attraverso
gli “estratti”, e Hiromi Shinya, medico giapponese autore, fra gli altri, del bestseller “il fattore enzima”.

Essi, e molti altri medici e scienziati, sostengono con forza che il buon funzionamento di tutto l’organismo dipende dallo stato di salute dell’intestino e del colon in particolare, estremamente sensibile alla qualità (e quantità) dell’alimentazione e dell’idratazione.

Quando l’intestino svolge al meglio le sue funzioni ci sentiamo sensibilmente meglio, (assenza di stipsi, di gonfiore addominale, di mal di testa associato alla digestione lenta). L’intestino comincia invece a dare segni di disagio quando è costipato da rifiuti metabolici, tossine e rifiuti acidi che non riesce ad espellere in maniera adeguata; questa situazione provoca un latente senso di disagio e
malessere, e alla lunga accumulare costantemente scorie nell’intestino può portare a danni molto seri. Le scorie acide, infatti, aggrediscono le nostre cellule, compromettendone le funzioni e facendole invecchiare in maniera precoce.

L’ACQUA E LA SALUTE INTESTINALE.

L’alimentazione e l’acqua che beviamo sono la base del buon funzionamento dell’intestino. Il cibo troppo raffinato e chimicamente trattato non aiuta l’intestino nelle sue funzioni e ha una ricaduta negativa su tutto il nostro “star bene”. L’acqua di cui normalmente disponiamo non sempre ha le caratteristiche più congeniali per noi, essendo inquinata già nelle falde acquifere, povera di minerali, con un ph neutro o acido.

L’uomo nel corso del tempo ha cercato di riprodurre in diverse maniere un’acqua che fosse il più simile possibile a quella che sgorga dalle sorgenti pulite e non contaminate ritenute più salutari. Un’acqua realmente idratante, rigenerante per le cellule e che fungesse da solvente delle scorie acide difficilmente eliminabili; l’acqua ionizzata attiva prodotta con gli ionizzatori è quella che più si
avvicina all’acqua che potremmo raccogliere direttamente dalle fonti più salutari, che forniscono acqua alcalina ionizzata prodotta dalla natura stessa.

L’acqua ionizzata attiva, presentando una struttura molecolare (cluster) molto più piccola rispetto a quella dell’acqua in natura, ha la capacità di penetrare più a fondo le cellule, non solo idratandole in profondità (7 volte più dell’acqua potabile comune), ma riuscendo anche a legarsi alle scorie acide che, attraverso il legame con l’acqua stessa, possono essere espulse più efficacemente.

Questo tipo di acqua, purché prodotta con un apparecchio di assoluta qualità, è molto ricca di ossigeno, elemento fondamentale che ci aiuta a tenere il sangue fluido e libero da scorie che sono all’origine di molte patologie cardiovascolari. La presenza di ossigeno è anche fondamentale per abbassare il livello di acidità nel nostro organismo. Una condizione di minore acidità organica e
maggiore presenza di minerali alcalini permette di attuare un vero programma di prevenzione e disintossicazione.

Inoltre l’acqua ionizzata attiva è anche perfetta per preparare ottime tisane, e cucinare cibi. Il consiglio è sempre quello di tenerci in uno stato di pulizia interiore che garantisca vitalità, energia, salute e gioia di vivere.


Scrittore: Paolo Salvioli

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