Vorrei raccontare la nuova primavera di una cara amica oltre che cliente/paziente.
Stella (così la chiameremo), è una donna di circa 60 anni, bella ed elegante, una musicista e anche una sportiva.
Poiché il suo lavoro è soprattutto basato sulla musica dal vivo, ha vissuto una grande difficoltà durante il periodo Covid sia dal punto di vista economico che personale.
La totale inattività fisica, la mancanza di lavoro, e in aggiunta una situazione sentimentale molto difficile, hanno spinto Stella a cercare conforto nel classico rifugio consolatorio del cibo, soprattutto dolci e carboidrati vari, come sappiamo fonte di gratificazione immediata, ma anche di prezzo da pagare dopo.
Di conseguenza si è ritrovata dopo qualche tempo, finita l’emergenza, con molti chili in più addosso e una fibromialgia che in certi momenti le rendeva la vita impossibile.
Naturalmente la prima reazione è stata consultare uno specialista, ovviamente un’eccellenza, che l’ha riempita di farmaci e integratori vari, ma nessun accenno a come cercare di risolvere la
situazione. Anche per capire la dinamica per cui in buona fede, si è creata questa situazione. Stella inizia la sua terapia e all’inizio si sente un po’ meglio.
Questo le dà l’illusione di aver trovato una soluzione. Nel frattempo ci sentivamo spesso e io non mancavo mai di ricordarle che stava “giocando a nascondino” e che l’emergenza poteva giustificare
una terapia sintomatica, ma poi avrebbe dovuto affrontare il problema.
Naturalmente le ho parlato del percorso omeosinergetico, sicura che sarebbe stato un aiuto per raggiungere la sua vera guarigione. Ma, come spesso avviene, le scuse hanno avuto il sopravvento. E io ho continuato ad assistere alla sua sofferenza disperata, a causa del lavoro che scarseggiava, a causa dei dolori che lei cercava di “combattere”, a causa del compagno che vedendola così tenace la accusava di “ingigantire qualche dolorino”.
Poiché la vita non fa sconti, un giorno le arriva un lavoro importante e ben retribuito in un ambito molto prestigioso.
Stella, nonostante le sue doti artistiche, si sentiva inadeguata a causa del sovrappeso che in certi ambienti è considerato un peccato mortale.
Ma con la speranza di un nuovo inizio professionale, accetta l’incarico. E qui, invece di trovare un’accoglienza entusiasta, si scontra con un pubblico glaciale e distante, insomma un insuccesso.
Stella cade nella disperazione. A questo punto mi chiede aiuto. Le suggerisco intanto di seguire un regime alimentare adeguato, seguita da uno specialista, disintossicante, drenante e depuratovo (eliminazione di tutti gli zuccheri semplici, sale, alimenti processati e molto altro) e di fare un percorso omeosinergetico, per avere una terapia integrata e naturale per i suoi problemi fisici e per dare un senso alla sua malattia.
Stella inizia il suo percorso alla fine dell’inverno, quando si sente ormai sicura che il suo corpo non è un ostacolo ma il messaggio di una ciccia che si forma non solo perché mangia troppo, ma perché non si sente mai “abbastanza”, per colmare un vuoto che deriva dal non sentirsi vista e accolta per quello che è.
Stella, durante il suo cammino, capisce che si può cambiare anche senza combattere contro tutto e tutti: combattere contro il cibo, perché ogni dieta rigida è un invito alla trasgressione, combattere contro gli altri che non sono nemici ma attivatori biologici, strumenti terapeutici potenti.
Non basta mangiare bene, ma riscoprire il gusto di essere sé stessi tutti interi, unici e ineguagliabili.
Dimagrire non è solo questione di dieta, ma di identità. Quando siamo disconnessi da noi stessi, il corpo inizia a parlare al posto nostro, ingrassa, si infiamma (fibromialgia), trattiene.
Dopo qualche mese, in maggio (piena primavera), guardo Stella camminare davanti a me e la “vedo” come non ricordavo da anni… non solo più snella, ma con un passo deciso, veloce ma armonico. Ho poi notato una luce diversa nei suoi occhi, data dalla certezza di essere sulla strada giusta.
Concludo questo mio racconto facendo qualche considerazione che spero sia utile a chi ha problemi con la bilancia: il dimagrimento non è solo una questione di cibo sano, forza di volontà e movimento, che comunque sono importanti, ma è una questione di risveglio, di scoperta della parte di noi stessi che abbiamo soppresso, di comprendere il significato e il potente messaggio della
relazione con l’altro.
Scegliere la strada dell’ultima dieta di moda è come spegnere la spia rossa sul cruscotto dell’automobile senza andare a sistemare il motore.
L’Omeosinergia attraverso la visita con il Medico e il percorso con il trainer può portare alla vera guarigione con un approccio integrato e personalizzato in cui ognuno di noi è protagonista della propria primavera.
Scrittrice: Enrica Cavalli

