Verso l’acqua più salutare

“Acqua fonte di vita! Acqua preziosa! Acqua oro blu!” sono slogan ormai conosciutissimi ma troppo spesso quotidianamente dimenticati. Eppure l’acqua è alla base di tutte le forme di vita, inclusa quella umana.
Dalla semplicità della sua formula H2O, gli scienziati ancora oggi scoprono fattori stupefacenti su di essa. Se consideriamo che più del 70% del nostro corpo è costituito d’acqua, il che equivale a 38 litri d’acqua racchiusi all’interno di una persona media di 55 kg, è impossibile non capirne l’importanza.

Ognuno di noi è a conoscenza degli effetti devastanti e distruttivi che la pioggia acida ha sull’ambiente, ma poche persone si soffermano a riflettere sull’acidità del proprio ambiente interno al corpo, in cui gli effetti negativi dell’acidosi sono altrettanto devastanti. Fondamentale è il controllo del pH. Deacidificazione e remineralizzazione dovrebbero essere portate avanti fino a quando la seconda urina del mattino non abbia un pH di 7/7,25. Sono molti i fattori che portano a una produzione eccessiva di acidi. L’organismo accumula le scorie acide in eccesso nella matrice causando una serie di disfunzioni di differente gravità che possono essere controllate solo se è presente un’adeguata riserva alcalina.

Quanto più il sangue si riempie di sostanze acide, tanto maggiore è il consumo delle riserve minerali dellorganismo che vengono sottratte ai tessuti, alle ossa e anche al cuoio capelluto.
da “La salute attraverso l’eliminazione delle scorie” di Peter Jentschura

I processi vitali del nostro organismo hanno luogo se il pH è stabile e leggermente alcalino.
da “L’equilibrio acido basico” di Silvano Mantovani

Linvecchiamento in sostanza non è altro che una costante intossicazione ad opera di residui acidi.
da “La salute attraverso l’eliminazione delle scorie” di Peter Jentschura

I radicali liberi sono molecole particolarmente reattive e dannose prodotte dall’organismo in occasione di aggressioni dal mondo esterno (inquinamento, raggi solari e UV), nei casi di eccesso di attività fisica o di uno stile di vita poco salutare (alcool, tabacco, alimentazione squilibrata, ecc).
Un eccesso di radicali liberi (stress ossidativo) tale da superare la capacità difensiva antiossidante diviene pericoloso in quanto attacca il nostro organismo e determina la morte cellulare e un invecchiamento precoce. Numerose ricerche hanno dimostrato che lo stress ossidativo è rilevante in una serie di situazioni cliniche (disfunzioni cardiovascolari, tumori, patologie neurodegenerative, ischemia cardiaca e cerebrale, diabete, processo di invecchiamento, morbo di Parkinson, morbo di Alzheimer, danni al DNA, disturbi reumatici e polmonari).

Fatte queste premesse, in forma particolarmente sintetica per ragioni di spazio, è evidente che alcalinizzare l’organismo per contrastare l’acidosi e integrare antiossidanti, nemici dei radicali liberi, sono azioni fondamentali di un sano stile di vita. L’acqua da bere può aiutare in tutto questo?

Il dott. Henry Coanda, medico e scienziato rumeno, fu il primo ad analizzare, negli anni ‘50, le proprietà fisiche dell’acqua degli Hunza, una popolazione nel nord del Pakistan. Scoprì che quest’acqua possedeva viscosità, tensione superficiale e indice di rifrazione differenti rispetto all’acqua della città; notò inoltre che la popolazione godeva di buona salute ed era particolarmente longeva. Nei successivi anni cercò invano di capire quali benefici quest’acqua determinasse esattamente sul corpo umano. Ormai ottantenne, passò gli studi al dott. Patrick Flanagan, un piccolo genio che a soli 17 anni fu nominato dalla rivista Life come uno degli scienziati più promettenti d’America grazie alle sue scoperte (più di 200) che lo resero famoso.  Flanagan constatò che l’acqua degli Hunza possedeva elevato pH, notevole potere antiossidante ed elevato contenuto di minerali colloidali. Le ricerche incuriosirono scienziati giapponesi, che studiarono un modo per ricreare, attraverso l’elettrolisi, un’acqua con le stesse caratteristiche. In collaborazione con il Governo giapponese, il primo ionizzatorevenne costruito negli anni 60 e l’acqua “ionizzata attiva” (o “alcalina ionizzata”, che dir si voglia) fu subito utilizzata negli ospedali, tanto che, nel 1966, il Ministero della Sanità giapponese l’approvò come terapia medica. Più tardi lo ionizzatore venne riconosciuto anche dal Governo della Korea del sud come dispositivo medico.

L’acqua ionizzata è un potente antiossidante e combatte i radicali liberi: grazie al processo di elettrolisi, l’acqua alcalina ionizzata da semplice H2O diventa acqua ricca di elettroni, acquisendo così un elevato potere antiossidante. Il suo potenziale di ossido-riduzione (ORP) risulta infatti negativo (-300mv/-450mv), e ciò dimostra che l’acqua è in grado di combattere i radicali liberi che attaccano il tessuto cellulare.

È altresì alcalina: aiuta ad eliminare le scorie acide accumulate e a riportare il corpo in una condizione di equilibrio (equilibrio acido-base), evitando la formazione di depositi acidi e di conseguenza infiammazioni e malattie.

L’acqua ionizzata è più idratante: presenta una struttura molecolare più piccola (cluster di 5-6 molecole), mentre l’acqua del rubinetto ha cluster più grossi, formati da 10-13 molecole. Ciò permette all’acqua ionizzata di essere assimilata molto più velocemente, idratando in profondità le cellule. Anche la capacità disintossicante viene migliorata.

L’acqua ionizzata contiene minerali in forma ionizzata più biodisponibile: i minerali sono i nutrienti più importanti di cui il corpo ha bisogno, la cui disponibilità all’interno dell’acqua viene aumentata grazie al processo di ionizzazione. Ciò significa che il nostro organismo è in grado di assorbirli meglio e di utilizzarli ovunque necessiti.

Noi siamo quello che mangiamo, ma specialmente quello che beviamo.
Antico detto orientale

Pasteur sosteneva: Noi beviamo il 90% delle nostre malattie. Questo perché tutto ciò che un uomo o donna beve e mangia diviene parte fondamentale dell’organismo e quindi anche della sua malattia.

Arrivederci al prossimo approfondimento. Buon autunno-inverno in salute!


Scrittore: Salvioli

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