Vitalità dell’acqua e Elettrolisi

Vitalità dell'acqua e Elettrolisi

La qualità dell’acqua da bere è influenzata da molteplici fattori, come ben sanno i nostri attenti lettori. Fra i meno noti c’è quello della cosiddetta “vitalità”.

Per comprenderne il senso, è più facile partire dal suo opposto: l’acqua “morta”. Lo è un’acqua stagnante, come quella imbottigliata, che ristagna settimane/mesi nelle bottiglie prima di essere bevuta. Provate a portare con voi una bottiglia d’acqua acquistata al supermercato, magari una di quelle commercializzate dall’influencer di turno come salutari, pure, fonte di benessere. Portatela al seguito durante un’escursione in montagna, e quando incontrerete una fontana di acqua potabile, confrontate le due, provando a bere un mezzo bicchiere di ciascuna. Quella della fontana vi apparirà subito più gradevole, leggera (anche quando è ricca di minerali), e sarete portati a berne di più, spontaneamente. In quel momento è il vostro corpo che vi parla, come quando assaggiate un ortaggio (o un frutto) appena raccolto e lo confrontate con lo stesso ortaggio comprato dal fruttivendolo, che è stato raccolto qualche giorno prima. Il vostro organismo riconoscerà il primo come più gradevole, anche a occhi bendati.

Si può affermare che il nostro corpo vivo ci porta a riconoscere e preferire spontaneamente gli alimenti vitali, freschi, genuini.

L’acqua è il primo alimento, e come tale anch’essa deve essere viva e fresca per apportare tutti i suoi innumerevoli benefici. In altre parole, per essere “viva” l’acqua deve essere in movimento, mai stagnante!

Questa considerazione dovrebbe bastare, da sola, a farci abbandonare l’acqua stagnante delle bottiglie, anche di quelle in vetro.

Partiamo allora dall’acqua di rubinetto, che è più viva e in movimento dell’acqua in bottiglia. La domanda è la seguente: Dopo averla correttamente filtrata, con sistemi che trattengano gli inquinanti e non i preziosi minerali, c’è qualche sistema in grado di accrescerne anche la vitalità? Ebbene sì, eccone alcuni:

  • Esposizione alla luce solare (Acqua Solarizzata): Si ritiene che l’esposizione dell’acqua in una bottiglia di vetro blu al sole per alcune ore o un giorno intero possa “energizzarla”. L’acqua, essendo un conduttore e assorbente di energia, sembra che possa assorbire e trattenere l’energia e le vibrazioni della luce solare. Si ritiene che questa “energia solare” sia poi trasferita al corpo quando l’acqua viene bevuta, portando a benefici per la salute.
  • Strutturazione tramite vortici o movimento: Consiste nel far ruotare l’acqua vigorosamente attraverso dispositivi che creano vortici. Il sistema si ispira all’acqua che scorre liberamente nei corsi d’acqua naturali.
  • Elettrolisi: Applicata all’acqua è una sorta di “risveglio”, un processo che, attraverso forze ben precise, trasforma l’acqua riportandola a uno stato vitale. Approfondiamo meglio questo metodo:

L’elettrolisi è un processo chimico che sfrutta la corrente elettrica per decomporre l’acqua nei suoi due elementi fondamentali: idrogeno (H₂) e ossigeno (O₂). Questo fenomeno ha una lunga storia: scoperta nel 1800 da William Nicholson e Anthony Carlisle, i quali furono i primi a dimostrare che applicando corrente elettrica all’acqua era possibile separare l’idrogeno dall’ossigeno. Questo esperimento segnò l’inizio di una nuova era nella chimica elettrochimica. Nel 1839 il chimico britannico William Grove, considerato il “padre della pila a combustibile”, sviluppò ulteriormente il concetto di elettrolisi, mostrando come l’elettricità poteva essere utilizzata per scomporre l’acqua e produrre energia.

Nel 20° secolo, con l’avvento della tecnologia, l’elettrolisi diventa una pratica comune per diversi scopi industriali, come la produzione di idrogeno per carburanti o l’ottenimento di acqua ionizzata.

Oggi, l’elettrolisi è stata perfezionata e adattata per applicazioni domestiche, come la ionizzazione dell’acqua, con stazioni (ionizzatori) che non solo purificano, ma trasformano l’acqua in una risorsa potente e versatile.

Come funziona l’elettrolisi dell’acqua?

Il processo di elettrolisi richiede tre elementi fondamentali:

Pressione e corrente elettrica: è necessaria una fonte di energia elettrica per avviare il processo di dissociazione molecolare.

Un catalizzatore metallico: piastre di metallo nobile, come il titanio rivestito al platino, che agiscono come elettrodi. Questi materiali sono scelti per la loro resistenza alla corrosione e per la loro capacità di condurre elettricità in modo efficace.

Acqua purificata: priva di impurità, per evitare residui o depositi che potrebbero interferire con il processo.

Durante l’elettrolisi, l’acqua viene divisa in due componenti principali:

L’anodo (+): qui si forma ossigeno (O₂) e acqua acida (ricca di ioni H⁺).

Il catodo (-): qui si forma idrogeno (H₂) e acqua alcalina (ricca di ioni OH).

Gli ionizzatori non si limitano a scomporre l’acqua, ma permettono di ottenere acque con pH differenti, grazie a un sofisticato controllo del processo. Questo è possibile regolando la quantità di corrente applicata e separando i flussi d’acqua attraverso le camere dedicate.

Ecco cosa si può ottenere con una stazione di elettrolisi dello ionizzatore d’acqua domestico:

Acqua acida (pH 5-6): ideale per la cura della pelle, in quanto simile al pH naturale dell’epidermide. Viene spesso impiegata come tonico per il viso o per risciacqui dei capelli. Utile anche per irrigare le piante acidofile, ed effettuare un primo lavaggio di frutta e verdura.

Acqua neutra (pH 7):

È l’acqua ideale per assumere farmaci, in quanto priva di caratteristiche acide o alcaline.

Acqua alcalina (pH 8,5-9,5):

Considerata ottimale per il consumo quotidiano, in quanto favorisce il bilanciamento del pH corporeo e contrasta l’acidità.

Inoltre è ricca di idrogeno molecolare, un potente antiossidante che aiuta a ridurre lo stress ossidativo nel corpo.

Un processo innovativo per un’acqua vitale

L’elettrolisi non si limita a purificare l’acqua, ma la trasforma in una risorsa potente e adattabile, mantenendo vivi i minerali essenziali e migliorando la biodisponibilità degli ioni presenti. Questo processo permette di ottenere un’acqua che non solo idrata, ma offre benefici specifici a seconda del suo pH. È come se, attraverso l’energia elettrica, restituiamo all’acqua la sua “anima” originale, rendendola nuovamente vitale e pronta a sostenerci nella nostra vita quotidiana.

Buona lettura in salute


Scrittore: Paolo Salvioli.

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